25 novembre 2010

Ricorda... anche se non ci sei più...


Non dimenticare mai che l’amore che provo per te è come il vento: non potrai mai vederlo, ma potrai sempre sentirlo… Ovunque sarai.
Sergio Bambarén, da Lettera a mio figlio sulla felicità 

14 novembre 2010

Io credevo che tu fossi diverso


Io credevo che tu fossi diverso 
e che magari la provassi quell’angoscia 
che certe volte ti traversava il volto 
e minacciava di esplodere, 
e invece tu ti paravi il culo. 
Come ogni altro povero stronzo mortale. 
-Sarah Kane-

12 novembre 2010

L. era, è , crede e sente. La sottoscritta ha scelto di essere vera.



"L. era una bella persona.

L. era quella che avrei potuto definire un'amicizia vera.

L. era quello che non ero io, compensazione la chiamano.

L. era l'intesa.

L. era l'affinità.

Eppure qualcuno che non conoscevo a suo modo, mi aveva avvisato.

L. è piena di sè ora.

L. è falsa.

L. è opportunista.

L. è ancora una ragazzina viziata.

L. butta via cose e persone quando non le servono più.


L. si crede da sempre superiore al resto dell'umanità.

L. si crede meravigliosamente attraente.

L. si crede e sente furba.

L. si crede e sente intelligente.

L. fa tutto di nascosto, questione di finta autostima.

L. ora starà ridendo (attenta a non rovinarsi il trucco), pensando di averla fatta pagare in qualche modo.

L. sarà felice di aver preso ciò che non gli appartiene pur di vincere.

Ma L. non sa quali siano i pensieri al di là del suo.

E onestamente, alla sottoscritta non interessa. 

La sempre sottoscritta può dire di "avere scelto". 

Questa è la linea sottile tra "era", "è", "crede". 

Tra la sottoscritta e L. (a parte un altro miliardo di cose, per fortuna)

La sottoscritta, ha scelto di essere vera."


ndr. ogni riferimento a cose, situazioni e nomi, sono puramente casuali.

07 novembre 2010

Sempre, quando penso a "noi".

Ma quando ti viene quella voglia di piangere pazzesca, 
che proprio ti strizza tutto, che non la riesci a fermare, 
allora non c'è verso di spiaccicare una sola parola, 
non esce più niente, ti torna tutto indietro, tutto dentro, 

ingoiato da quei dannati singhiozzi, 
naufragato nel silenzio di quelle stupide lacrime. 
Maledizione. Con tutto quello che uno vorrebbe dire... 
E invece niente, non esce fuori niente. 
Si può essere fatti peggio di così?
-Alessandro Baricco-

the future...



the future belongs to the fews of us still 
willing to get our hands dirty...
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