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Perché sei morta per lui e rinata per te.

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Prendere strade diverse nella vita a volte, di primo impatto, fa male. Un male che non avresti mai desiderato, che ti perfora lo stomaco. Lasciare quella mano che sembrava averti sorretto fino a un secondo prima, distogliere lo sguardo da quegli occhi che ti facevano sentire protetta, sentire allontanarsi la sua voce e perdersi in quel silenzio che non ha più nessun protagonista… L’attimo di smarrimento è immenso, avvinghiata nel vuoto di un dubbio palesato dalla solitudine che ti circonda in modo violento. Domande su domande… lacrime su lacrime per carpire dal vento il segreto della non sofferenza nel ritrovarsi cosi lontani. Così immensamenti lontani sotto lo stesso cielo. E quando finisci di ferirti fino infondo, quando ti stanchi di rimanere accovacciata per terra a contorcerti, quando smetti di non captare il calore del sole e di non capire che diventa buio e brilla in cielo quella luna così bella… quando tiri su il viso bianco, rigato dal pianto, con gli occhi tumefatti dal ...

E tu, chi sei?

Ora in realtà, io non so nemmeno chi tu sia. Estraneo agli occhi, estraneo al cuore, estraneo a quei ricordi di qualcuno forse mai conosciuto -poco- neanche prima..... il dolore? cos'è il dolore quando ci convivi? Ormai un vestito immaginario o una cicatrice indelebile da ammorbidire ogni tanto.... e mentre ancora talv olta rischio di cercarti, sorrido di nuovo pensando che quella goccia di rugiada sia, ora, una lacrima di gioia... :)

Vuoi conoscermi un po’ di più? Allora ascoltami: partiamo dalla sua morte

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Non ho mai pensato di essere forte. E forse questo è stato uno degli sbagli principali. Non ho mai pensato di essere speciale, e questo è stato uno dei secondi sbagli più grandi. Mi dicono di vivere, di sorridere. Non sanno che in realtà, forse, so anche farlo più di loro. Lorenzo avrebbe 6 anni l’8 dicembre. Lorenzo era mio figlio. Lorenzo è stato il sogno di ogni donna quando sente che è ora di essere madre, di completarsi con quella parte mancante. Cercato e voluto per tre lunghi anni. Lorenzo è morto il 1 gennaio. A capodanno, si. Quando si tirano su ancora i cocci e i rimasugli dei botti, quando tutti festeggiano il 2004 che arriva e tu sei in uno stanzone gelido di un ospedale. Ventiquattro giorni di terapia intensiva neonatale. Il Natale del 2003 è stato Natale anche per me. Volete sapere il motivo? Perché l’ho preso in braccio per la prima e l’unica volta. Pieno di tubi. Immobile per non rischiare di strappagliene neanche uno, perché avrei potuto staccargli l’ossigeno… qu...

A volte la vita è incredibile

Ho passato la serata su YouTube a vedere video e ho fatto ricerche specifiche. Mi sono soffermata su un video l'ho visto e rivisto... Ma poi ho deciso di non sharizzarlo xchè troppo legato a una persona ormai lontana da me... E il destino? Ha voluto Che lo trovassi dopo poco... Come e dove non sto a spiegarlo... Ma lo stesso pensiero, lo stesso soggetto prendeva in qualche modo forma. E io non ho parole... Ha un significato? Non so per voi ma a me vengono I brividi e fondamentalmente me li godo tutti quanti. Quando si dice Che certe cose sono troppo tue, Che certi segni arrivano, Che è bello viverli senza interpretarli... Beh stanotte va cosi e io godo dell'alchimia Che si respira nell'aria... Tutta cosi semplicemente e magicamente Mia !!!

A volte la chiamano adrenalina

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Quella fu una di quelle serate in cui riflettere. E come sempre, come ogni volta, quasi alla stessa ora che sembrava calcolata, si ritrovava sola con se stessa e i suoi pensieri. O meglio, voleva ritrovarsi così. Le giornate di lavoro erano intense, poi la casa, tutte le routine solite e finalmente un pizzico di se stessa. Quanto le piacesse non lo sapeva ma erano giorni, se non ormai mesi, che lo specchio dell’anima faceva capolino e tutto sommato non voleva scappare da quella instabile condizione. Cosa c’era di cosi forte a cui pensare? Molte, troppe cose erano paesaggi freddi e strade tortuose nella sua vita da scorrere … talvolta come semplice spettatore, talvolta come regista. Ma pur sempre, forse, troppo coinvolta. Non le erano mai scivolate addosso le situazioni esterne e spesso aveva invidiato chi lo sapeva fare, ma alla fine tutto sommato, ne aveva tratto la conclusione che si piaceva così, non indifferente. Anche se non era proprio facile così, perché ogni volta, si sco...

Dire addio... e non riuscirci...

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Decise di dirgli addio , in qualche modo, ma sapeva perfettamente che non sarebbe riuscita a farlo guardandolo in quegli occhi. Infondo era l’ultima cosa che voleva fare, ma ormai era diventata una questione di sopravvivenza. Avrebbe voluto scrivergli una lunga lettera, di quelle che senti ancora l’odore dell’inchiostro, di quelle con gli errori cancellati con un pastrocchio, ma si sentì vecchia… e decise che forse una mail alla fine era il modo più veloce ed indolore per lei e forse per lui, che avrebbe potuto fare un semplice “elimina” . Come lei voleva provare a fare con lui. Si sa quando l’affetto alla fine è capace di fare male… alla fine ti rimane solo la parola addio. “Nuova mail”. Eccolo li quel foglio bianco virtuale sul quale avrebbe potuto scrivere di tutto, essere chiunque e soprattutto non far vedere quelle lacrime che solo al suo nome scendevano lente e inesorabili. Non poteva farci nulla, era così forte quel magone, che ogni volta si ritrovava a confrontarsi con un...