Vuoi conoscermi un po’ di più? Allora ascoltami: partiamo dalla sua morte



Non ho mai pensato di essere forte. E forse questo è stato uno degli sbagli principali. Non ho mai pensato di essere speciale, e questo è stato uno dei secondi sbagli più grandi.

Mi dicono di vivere, di sorridere. Non sanno che in realtà, forse, so anche farlo più di loro. Lorenzo avrebbe 6 anni l’8 dicembre. Lorenzo era mio figlio. Lorenzo è stato il sogno di ogni donna quando sente che è ora di essere madre, di completarsi con quella parte mancante. Cercato e voluto per tre lunghi anni. Lorenzo è morto il 1 gennaio. A capodanno, si. Quando si tirano su ancora i cocci e i rimasugli dei botti, quando tutti festeggiano il 2004 che arriva e tu sei in uno stanzone gelido di un ospedale.

Ventiquattro giorni di terapia intensiva neonatale. Il Natale del 2003 è stato Natale anche per me. Volete sapere il motivo? Perché l’ho preso in braccio per la prima e l’unica volta. Pieno di tubi. Immobile per non rischiare di strappagliene neanche uno, perché avrei potuto staccargli l’ossigeno… quando avevano già detto che non ci sarebbero state speranze. Sarcastico no?
Le malattie genetiche sono un ciclone. Quando ne sei investito il mondo non è più lo stesso. Perché prima non ne sai nulla, perché dopo, non hai inesorabilmente scampo nella tua conoscenza. Hai solo la libertà, nel sapere, di provare ad affrontarle.

Per molto tempo le lacrime sono state un fiume. Ma sono qui a raccontarlo, dopo 6 anni ho deciso di farlo. Quindi.. forse ho saputo sorridere, tutto sommato, e vivere più di altri. Quindi sono anche serenamente al bivio di “spiegare” a chi mi dice che non ho voglia di vivere o di sorridere o che sono sempre arrabbiata, che l’apparenza non è sempre quella giusta, che la prima lettura non è sempre quella giusta, che dietro a delle frasi ci sono mondi nascosti. Sta a chi legge andare oltre.

Dunque amo… si certo. Magari amo proprio te che mi stai leggendo… Amo coi miei limiti, con le mie paranoie, con le mie delusioni. Con quegli occhi trovati che non ti vogliono o che tu non vuoi per tutti i motivi più assurdi della vita. Scrivo frasi d’amore. L’amore è alti e bassi, l’amore è illusione. Ma la parola illusione come mi ha raccontato una persona molto importante, ha diversi significati in diverse parti del mondo. Soffro, si soffro per qualcuno. Qualcuno per cui, a volte, anche sorrido.

A volte voglio andare, a volte voglio stare. A volte ho voglia di nutella, a volte ho solo voglia di continuare a piangere, a volta ho voglia di far casino, altre volte ho voglia di scrivere e parlare di sesso. A volte vorrei solo lui, a volte lo ucciderei. A volte lui diventa loro o lei. L’amicizia, l’amore, il lavoro, le cazzate…

Ho deciso di usare FB per quella che sono. Un casino. Si, sono un casino. Non tutti sanno, non tutti capiranno, non tutti avranno voglia di ascoltare. Nessuno è obbligato a tenermi come contatto se non ha voglia di leggermi. Ho creato amicizie perché questa sono. Chi ha avuto voglia è stato triste insieme a me, chi ha avuto voglia mi ha dato consigli, chi ha avuto voglia ha saputo ridere con me. Ma questa sono io. E alla fine il mio casino mi piace. Perché vivo tramite emozioni, perché avrò qualcosa da raccontare.

Molti hanno dimenticato. Molti non vogliono capire, molti faranno fatica a capire. Alcuni saranno con me in quei giorni, altri passeranno. Sono scelte. Io ho iniziato a saper scegliere. Ma sono costantemente un fiume. Calmo o violento, a seconda del momento. Ho perso tutto quell’anno, ho perso anche me stessa, credetemi. E gli anni passano solo per affievolire il dolore, talvolta per saper ponderare meglio le cose.

Tutto il resto rimane uguale. Anche amare in modo sbagliato e continuare a stare male, a volte. I problemi veri sono quelli. I problemi normali ci sono tutti i giorni e non è così semplice sempre paragonarli e capire dove stia l’errore. Perché alla fine hai scelto solo di vivere.
Molti mi hanno voluta cambiare, secondo loro in meglio. Che ci siano riusciti o no, ci hanno provato. Io ho sempre rispettato chi ho di fronte. Con le sue positività e con le sue negatività. Talvolta i viaggi si incontrano e proseguono insieme, talvolta no.
Ma si può ancora scegliere. I sentimenti sono l’unica cosa certa nella vita, perché ahimè, non si possono scegliere. Tutto il resto si.

Questo è il mio viaggio. Ora chi ha voluto, mi conosce un po’ di più, molto di più.

“La conoscenza è libertà.”

Si perché conoscendo, sai anche chi hai di fronte o a fianco, e vi assicuro, non è cosa da poco. :)

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