26 agosto 2008

In her shoes-Se fossi lei


"Mi faccio dei regali. I vestiti non mi stanno, il cibo mi ingrassa...
allora mi compro delle scarpe cosi favolose!"

Sesso, questo sconosciuto

Il tema della serata è il sesso. Volevo riportare una citazione da qualche autorevole sito ma nemmeno Wikipedia riesce ad aiutarmi in quanto si legge "pagina di disambiguazione".
Decido allora di fare un ulteriore ricerca e come ovvio (?) che sia, quasi tutto il resto è materiale pornografico. E mi chiedo: perchè?
Perchè subito collegare il sesso alla pornografia? Se fatto bene e non in modo volgare, se non bistrattato, deriso, sottovalutato o sopravvalutato. Insomma anche il sesso deve avere dei crismi precisi per essere positivo e per poterne parlare.

Grandi silenzi, grandi imbarazzi a riguardo, pare che la verginità in questo mondo sia tornata di moda e poi...ma perchè se è una delle cose più antiche del mondo?
Forse perchè ci risulta difficile insegnarlo o per lo meno raccontarlo nel modo giusto anche alle nuove generazioni senza riuscire a trasmettermi la passione che sta dietro al sesso.
Ormai il sesso viaggia come sfida su youtube, negli stupri di gruppo, nelle scene di violenza, nella paura che circonda questa parola che ancora oggi è tabùe con un significato forviante proprio per la paura anche solo di parlarne (oltre che di farlo).

Sembra che per fare sesso ci voglia per forza qualche supporto (vedi le vendite vi vibratori e altri giocattolini...), di video spinti per eccitarsi, di altre mille cazzate in aggiunta.
Ma le vecchie e care coccole? Le discussioni su quanti e quali "pre" fare? E la voglia solo di stare insieme ad un uomo o una donna che ti piace?
Riprendo una frase di una canzone di Vasco: "hei dai vieni con me, fare l'amore è molto semplice...", grande, vecchio caro Blasco... speriamo che le tue canzoni servano anche per insegnare questo, perchè credo realmente che il sesso, tutto sommato, sia una delle più belle invenzioni di tutti i tempi.

19 agosto 2008

Perchè un blog?

La domanda è sempre stata ricorrente. Se ne è parlato nei micro barcamp, se ne parla in rete, se ne discute " a voce". Un blog personale o di servizio che sia, è pur sempre uno spaccato di vita, questo è indubbio. Che sia poi socialmente utile, è un altro paio di maniche.
Già di suo, seppur impostato come un diario personale è socialmente utile a chi lo scrive per sputare fuori quello che si ha dentro. Insomma, la visione è decisamente oggettiva e personale.
Sta di fatto che stamattina leggendo il corriere, mi sono compiaciuta dell'idea di un blog letterario. Oddio, forse ne esistono già e sicuramente autorevoli (qui si denota una certa ignoranza in merito :-)), ma l'idea che il caro e vecchio George Orwell arrivi sulla rete con i suoi diari cartacei, mi stuzzica decisamente una parte di intelletto.
Fino al 2012 un post al giorno sulle considerazioni del grande scrittore di Animals Farm...beh che dire, io personalmente ci andrò, eccome!

18 agosto 2008

mah!


Voglia di scrivere qualcosa, ma troppo stanca.
Voglia di raccontare, ma voglia di buttarmi sul letto.
Voglia di uplodare, ma voglia ancora di vacanze e dolce far niente.
Vincono tutte le numero due.
0-2.
Touché.
Alla prossima....

07 agosto 2008

Ruba Bandiera

Categoria: Giochi all'aria aperta per bambini.

Materiale necessario per il gioco: un pezzo di stoffa che simboleggia la bandiera da rubare.
Devono esserci 2 squadre (ad esempio: squadra Rossa e squadra Blu) composte dallo stesso numero di giocatori.
L'oggetto del gioco, che deve essere rubato, è una bandiera (generalmente rappresentata da un pezzo di stoffa).
Consideriamo un campo da gioco in cui nel centro c'è il "banditore", ovvero: colui che tiene la bandiera e che chiama i giocatori (che sono numerati in ordine crescente e in modo uguale per ogni squadra; ad esempio: sia la squadra rossa che quella blu hanno gli stessi numeri e quindi i giocatori sono numerati dall'1 al 10), mentre ai lati del "banditore" ci sono le due squadre schierate in riga una difronte all'altra. Quindi: il campo da gioco è come un quadrato con un lato vuoto.
Dal punto in cui è situato il "banditore" parte una linea (che di solito è immaginaria) che separa le zone delle due squadre.
Questa linea ricopre un ruolo molto importante nello svolgimento del gioco. Infatti: quando il banditore chiama un numero che corrisponde a due giocatori (uno di una squadra e uno di un'altra) questi devono correre verso il banditore a prendere la bandiera, senza però sorpassare la linea di separazione, altrimenti il punto viene dato alla squadra avversaria.
Quando il banditore chiama i numeri, il giocatore che prende la bandiera per primo scappa verso la propria squadra e fa punto nel momento in cui supera di poco la riga della propria squadra. In questo caso: il giocatore avversario può superare la linea di separazione, perchè deve rincorrere l'altro giocatore e cercare di toccarlo prima che arrivi nella zona dopo la sua squadra, in modo tale da fare punto ed evitare che lo faccia l'altro.
Altre informazioni sul Ruba bandiera:

1. Età di gioco consigliata per i bambini: 5 anni
2. Numero di giocatori necessari: Molti giocatori
3. Tempo di gioco: Variabile
(www.giochiperbambini.org).

Beh, dopo tanti anni, sono di nuovo rientrata in questa categoria. Che dire...bellissimo anche se con una gamba distrutta (avendo giocato sulla sabbia...) e tutta rotta vista la non più età giovanile.
Consigliato a tutti per ridivertirsi come ai "bei vecchi tempi" !!!!!
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