Post

Visualizzazione dei post con l'etichetta Emozioni

Basket e sport: genitori colpevoli. Ma è sempre così?

Immagine
Ho letto tutto, ho letto botte e risposte. Ho letto commenti e assistito ad applausi a scena aperta. Peccato che nel basket giovanile non funziona sempre e solo così. Partiamo dal presupposto che quello è sì un buon allenatore, ma qualche punto da una visione diversa, lo vorrei dare. Chi sono? Mamma di un U14 (stessa categoria di 13 enni) giocatore in Elite e arbitro da sempre in attesa del corso che lo renda un professionista (bisogna averne compiuti 13 per poterlo fare) e io, genitore che fa tavoli da anni, che sta sugli spalti e urla, dirigente per qualche anno. Insomma, io, che ho sempre giocato a pallavolo, ormai sono fagocitata da questo sport che ritengo ancora uno sport sano e non lo cambierei per nulla al mondo. Ma, ho dei "ma" abbastanza "tonici" sulla questione in generale. Tanto di più dopo la partita di ieri sera. Perché ci sono anche le infrasettimanali su una settimana di 3 partite e quasi altrettanto allenamenti dalle 19 alle 21 come media...

I figli son pezzi 'e core, ma anche no: la stronzaggine impera

Immagine
Considerazione più seria che non, sui figli. Che ogni volta mi scappa se accade qualcosa. Nella fattispecie la difesa spasmodica di alcune mamme nei confronti dei loro pargoli, che sono tutto fuorché santi. E nonostante prove schiaccianti, trovino chissà in quale santo modo, una giustificazione concreta alla difesa. So già che dopo questo post mi scriverà l'intera galassia che si sentirà attaccata in primo luogo, ma rilassatevi: dopo anni che ascolto, vivo, sento e osservo i nostri dodicenni, riguarda tutti e nessuno. Detto e premesso che se mi tocchi Samuele, chiunque tu sia, sei generalmente un qualsiasi essere morto e defunto a morsi, sono convinta però di una cosa: che ci siano delle situazioni, dei comportamenti e delle regole che vanno rispettate e insegnate . Ma non a 12 anni, già a 6, se non prima. Del tipo, pescando a caso tra un milione: * Le mani addosso non si mettono * Non si tradiscono gli amici * Non si va dove tira il vento * Qualsiasi esclusi...

I corpicini dei bimbi morti in mare: quando la polemica è macro e non ci si sofferma sul micro (cosmo) che ci circonda

Immagine
Non so quanti status ho letto su quei poveri bambini recuperati morti e di cui ci sono le foto ovunque. E ieri ne ho pure commentato uno. Si, a me hanno fatto stare male. Male a dire poco . Ma ecco, voi che parlate di corpicini morti, di scarpine allacciate, di vestitini rossi, forse non sapete che non accade solo ai profughi . Si lo so, sono monotona. Eppure quando io ho dovuto scegliere quale delle tutine mettere al mio bambino da morto , ecco, credo come quelle mamme, di av erci messo tutto l'amore del mondo per vestire il mio bambino. Lorenzo non è morto in mare, ma come loro non ne aveva colpa nemmeno lui . Martina non è morta in mare, ma nemmeno lei ne aveva colpa. Certo, io ho avuto "la fortuna" di poterlo seppellire . Loro hanno potuto tentare di cambiare vita. La giustizia poi nelle cose, onestamente penso si sia perduta da troppo tempo.   Lorenzo, Martina e tutti gli altri piccoletti non erano figli di profughi, eppure anche noi genitori abbiamo tentato...

Io ero, sono, sarò: quando il tumore NON ti rende meno donna

Immagine
Facile finché non ti sfiora. Facile anche non pensarci finché va tutto bene. Eppure il tumore , che a definirlo cancro in effetti fa più male, è molto più brutto, c'è. C'è in troppe, troppissime persone. E qualcuno ancora se lo porta via, purtroppo. Ancora oggi nel 2018. Quello al seno è per eccellenza il tumore della donna. Si è portato via una mia amica poco tempo fa. E' sempre troppo poco il tempo quando le persone che ami se ne vanno via. Il mese scorso ho accompagnato mio padre a fare degli esami. Quel tipo di esami rientravano nella parte Cancer Center : giovani, anziani, uomini donne e bambine. Sostanzialmente se non ti viene, sei solo fortunato. Ho ancora negli occhi, il viso di una ragazza con il turbante in testa (si sprecano i turbanti, li!): era di una bellezza devastante nonostante la terapia e i non capelli. Sono uscita distrutta; è una cosa che mi ha sempre scalato dentro, non riesco a far finta di nulla.... Ancora di più dopo che nel mio istolo...

Può un libro cambiarti la vita?

Immagine
Può un libro cambiarti la vita? Può una storia snocciolarti davanti ciò che pensi da sempre e raccontarti una persona che conosci da poco come nessun altro? Può. La verità è che davvero può. Se poi c'è una storia nella storia, la situazione diventa così meravigliosa che sarebbe un film. Cioè? Questo libro è arrivato in regalo. Incartato in una semplicissima carta da pacco di una bellezza così pura come una margherita: un fiore da campo così immensamente complesso da essere semplicissimo. Sopra una scritta: Per Elena . Arriva da una persona che conosco da poco, che non posso considerare ancora "amica", ma forse si è rivelata molto di più di quello che penso. Mi ha regalato un libro che ho letteralmente divorato in due giorni. Divorato, riempito di ricordi, pensato, amato, sottolineato talmente tanto che rimarrà a vita un concentrato di punti da leggere e rileggere. "Hai mai letto L'ultima riga delle favole?" In un primo momento non ho nemmeno...

L'insostenibile leggerezza dell'amore: amo i folli, i pazzi, gli sbagliati.

Immagine
Oggi ho fatto il tiramisù. Niente di particolare in effetti. Se non fosse che quando cucino dolci in quantità adatte a sfamare anche il resto del paese, qualcosa non va. E' sempre stata una valvola di sfogo la cucina, per me. Lo sanno bene i miei colleghi, ogni qualvolta ho riversato su di loro quintalate di dolci realizzati nel weekend in preda a crisi isteriche. Non sono intollerante a nessun alimento: è già il secondo anno che faccio tutti i test del caso e nemmeno l'ombra di un piccolo rigonfiamento sulle braccia. Ho capito ormai che la mia intolleranza è nei confronti delle persone.  Di alcune persone, specifico. E nella fatti specie, per rincarare la dose, il tipo di persone che senza volerlo, continuo a incontrare in questi ultimi anni. E di cui me ne innamoro follemente. Non nel modo canonico, no, sarebbe troppo facile. Me ne innamoro perché ho la sindrome da crocerossina che non mi abbandona mai: mi piacciono le persone difficili, quelle tristi, quelle c...

Essere genitori di un giovane atleta. [Come dovremmo essere]

Immagine
Essere genitori di un atleta, tanto più se giovane, non è poi così semplice. Presente! Mamma di Samuele, 12 anni. Appassionato, no scusate preciso, ammalato di basket. Già difficile essere genitori, ancora peggio genitori di un figlio in fase adolescenziale che è un giovane atleta. Ma come dovrei essere sul campo e fuori, per essere una buona madre "sportiva"?  Partiamo subito a razzo: l'emozionalità che consegue nell'avere un piccolo atleta in erba (ogni scarrafone è bello a mamma soia) in casa, spesso rischia di rovinare anche il nostro ruolo di tifosi: scatta l'urlo e il nervosismo ed è un attimo che diventa "l'insostenibile leggerezza della tribuna". Adrenalina per la vittoria e tristezza per la sconfitta, in realtà, non dovrebbero influenzare il ruolo: un genitore deve rimanere sempre un genitore, tifoso, ma nient'altro. Ma come sempre, in Italia i tuttologi si sprecano ed ecco che siamo tutti allenatori, direttori sp...

Ci sono finali ed inizi. E poi c'è il periodo di mezzo dove poter scegliere

Immagine
Si torna sempre a casa. Prima, dopo o durante, le 4 mura dove ti senti protetta restano sempre le stesse. Funziona un po' così anche con le persone: ci sono quelle dove tornerai sempre, anche dopo mesi di assenza . Perché sai che troverai pace. E funziona un po' così anche qui. Dove arrivo quando ho voglia di scrivere.