29 dicembre 2017

Ci sono finali ed inizi. E poi c'è il periodo di mezzo dove poter scegliere



Si torna sempre a casa. Prima, dopo o durante, le 4 mura dove ti senti protetta restano sempre le stesse.

Funziona un po' così anche con le persone: ci sono quelle dove tornerai sempre, anche dopo mesi di assenza. Perché sai che troverai pace.

E funziona un po' così anche qui. Dove arrivo quando ho voglia di scrivere.





E' stato un anno difficile questo. Ci sono state numerose fini e qualche inizio. Che spesso sono andati di pari passo, tra periodi di inattività celebrale e cardiaca: ovvero dove non ho avuto nessuna voglia di amare e di pensare.

Ma è stato anche un anno denso di lacrime ed emotività: non sono capace di stare lontana dai guai del cuore. Sono stata lasciata da parte, succede da quando sono ragazza.

Mi lasciano ancora perplesse le persone che non vogliono soffrire, in un'età in cui dovresti essere pronto in qualche modo. Anche se pronti non lo si è mai. Ma mai riuscirei a fare a meno di farlo battere questo maledetto cuore che ho dentro.

E lui lo sai, non basta la tachicardia data dalla mia simpatica tiroide. Ah! Non c'è più! La grandissima paura, che definirei terrore, l'ho superata. Quel mattino, ore 6, accompagnata dai miei stupendi genitori, ho persino guidato io per andare in clinica. E per una fifona di primo livello, è una gran cosa.

A Natale sono passati due mesi. Non sto ancora bene, i livelli sono tipo Titanic in pieno scastramento da iceberg: impazziti. Ma si spera che prima o poi si sistemino. E che la testa si fermi un attimo che pare di stare sempre in giostra.

Per il resto è periodo di analisi, così dicono. Ma c'è poco da analizzare a dire il vero... poco cambia nella mia vita. O meglio, in realtà sono cambiate tantissime cose ma io resto più o meno sempre la stessa. In cerca di prospettive diverse.

Ho perso la mia migliore amica. Non lo era, direte voi. No, lo era. Lo è sempre stata fin dall'inizio, da quando il mio cuore ha incontrato il suo. E' stata un amore sincero, di quelli che non sei più abituata a vivere da grande. Ma esistono scelte non condivisibili, a volte. E i percorsi di vita che si intraprendono, portano numerosi temporali.

Tra cui strascichi del passato che continua a stare a galla, fermando il futuro.

Non ho mai avuto paura di cambiare, se non all'idea di perdere quei punti che ti sembrano le tue certezze. Ma il cambiamento è sempre stato sano alla fine, nonostante che io non ami particolarmente i temporali. Anche se la pioggia scrosciante, creo sia una delle più belle cose che la natura ci abbia regalato. Quella malinconica sensazione che riesce ad abbracciarti.

In qualche modo se ne è andata, anche se non fisicamente. E probabilmente io stessa mi sono messa in condizioni di separare il dolore dal passato. Si arriva ad un punto, dove non ci sono più i fili di congiunzione tirati, che le lacrime devono avere fine. Dopo due mesi di pianto, ho detto stop.

Non è nemmeno questione di sapere se le scelte sono state giuste o sbagliate. Le scelte sono sempre il dirittto che ognuno di noi ha di poter vivere a modo suo, quindi qualsiasi scelta finale, è cosa buona e giusta. Anche se va di merda, poi.

Almeno hai avuto il coraggio di rischiare e provare. E quindi, quando le mani che ti tengono si allentano, è il momento di saltare giù e guardare avanti, almeno tentarci.

E quando hai di nuovo la testa bassa, arrivano persone nuove, persone che sanno conoscerti, persone che vogliono conoscerti. E sanno darti calore. Sanno darti sorrisi. Sanno darti parole. Tutto si gira, un vortice di nuove idee, di nuovi sentimenti, di nuove emozioni. Anche se non sei pronta, anche se tiri ancora quella coperta troppo corta, ostinandoti a pensarla lunghissima.

Ma non tutte le persone si scelgono, arrivano. Per un motivo. Per qualcosa che prima o poi si capirà. Anche lui è arrivato per quello. E anche lei è arrivata per quello. Ma anche loro.

Non so perché, poi ve lo racconterò. Non sto più nella zona di mezzo. Sto.

Tra poco inizia un nuovo percorso, un nuovo anno. Speriamo solo che il cuore batta, batta forte ancora.

Speriamo nei baci, negli abbracci, nelle cazzate. Speriamo di poter sorridere ancora. Tantissimo.


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