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Pianto dell’Angelo che volle essere Demone

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Ti vedo singhiozzare al buio… Sono l’unica che ha il permesso di farlo. Vedo i tuoi occhi verdi colmi di lacrime e non posso fare a meno di piangere con te. Perché soffri così tanto? Forse il tuo ruolo di capo ti logora? Forse la tua coscienza ti corrode? O forse sei solo insicuro, in un momento in cui tutto ciò in cui crediamo barcolla sull’orlo del baratro nero? Scuoto la testa… Devi essere lasciato solo. Mi volto e me ne vado. Attorno a me, solo corridoi e saloni bui. Quale contrasto con il Paradiso, che fu un tempo nostra dimora. Quale tristezza nel ricordare quello che abbiamo perso. Ma quale gioia a ripensare a ciò che abbiamo conquistato. Nacqui con te. Combattei con te. Insieme fummo dichiarati decaduti. Insieme fummo marchiati. Insieme varcammo per l’ultima volta il cancello sorvegliato dal Cherubino Guardiano. Testa alta, sorriso disteso. Avevamo ottenuto a caro prezzo ciò che desideravamo, ma non ne era forse valsa la pena? Tu ed io, i primi due a...

Ho un regalo per te.

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To you, from me. Happy days.

Periodo di morte...

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APPARENTE.

Maiorca: al Canyamel Classic il punto di forza è l'animazione

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Non sono una a cui piace viaggiare. Lo dico subito. Ma quest’anno la vacanza avrei voluto non finisse. E vi spiego il perché, raccontandovi della mia settimana in  un villaggio turistico con la formula all inclusive . La meta?  Maiorca, o per meglio dire Mallorca . Scelta per l’incontaminata natura e il mare davvero splendido, nonché per un’offerta di viaggio decisamente economica. Le cose che infondo mi preoccupavano di più erano due:la distanza non indifferente dall’aeroporto (e con figlio di 4 anni e mezzo nel pacchetto vi assicuro che avrebbe potuto essere un problema) e l’animazione, avendo optato per una settimana di “relax”, appunto all inclusive. Bene, vi dico già da ora che non lo sono stati. Il viaggio in pullman è decisamente rilassante e per altro il percorso assolutamente apprezzabile,  tra mulini a vento rimessi a nuovo, palme e le caratteristiche case spagnole in tinta molto chiara.  Della seconda, beh ve ne parlo tra poco. Per quanto riguarda l’alber...

Sbagliare.

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Si sbaglia spesso, lo so. So anche che è umano. Non lo è di contro, fare una cosa che si sente, con un sorriso, senza fare male... e sentirsi in colpa per almeno tutta una notte. Perchè ti fanno male. E non involontariamente. Sono stanca. Stanca di non poter essere quella che sono. O meglio, forse non sono capace di esserlo non accettando le non risposte o l'indifferenza. Una risposta, seppur negativa, è sempre meglio che il vuoto. Devo risettarmi un'altra volta. Pensavo di essere arrivata a essere chiara e invece evidentemente non lo sono stata. Ho dato l'anima. E per qualcosa in cui credo. Non agisco mai se non credo fermamente in qualcosa o qualcuno. Ma nulla di più. Eppure non è servito. Ancora qui a pensare di avere sbagliato. Ma cosa?!?!?! Il fatto è che così sei assolutamente demotivata. Su tutto. Perchè essere limpidi probabilmente è sbagliato. Ma io non le voglio le catene. Non voglio essere la prima a incatenarmi. E so che nascosto, non c'era pro...

Il dolore è come il postino, suona sempre due volte. (J.Folla)

Nel mio caso è un postino suonato, un postino suonato che suona una terza volta anche vent’anni dopo. Com'è che diciamo in questi casi? "Sono un po' esaurito?" Sai invece io come direi in questi casi, fratello? "Sono un po' all'inizio, è il me morto che è esaurito." No, io piango solo e sempre quando sto per cambiare pelle, quando sto per evadere, quando credo di essere sul punto di morire che, puntualmente, corrisponde al punto di rinascere. E ieri il postino ha suonato per la terza volta. Mi ha consegnato un pacco di dolori vecchi, e se n'è andato. Che vuol dire "dolori vecchi"? Che il postino del dolore suona subito, e poi ripassa. Quella è la volta che piangi sul serio. La prima è d'obbligo: muore tua madre, perdi un figlio in un incidente, hai una malattia o vieni licenziato. Il postino suona, ti consegna il pacco. Chiudi la porta, lo apri, piangi. Sembra finita lì. Invece non è neppure cominciata. O meglio: quel...

Le scelte. Consapevoli di rotture definitive.

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Non è poi così semplice scegliere. O meglio, scegliere razionalizzando le situazioni. Premessa: sono stufa, ne ho piene le palle di chiunque. Sopratutto di una situazione in sospeso, almeno per me. Ma ho paura di chiudere tutto. In modo definitivo. Perchè comunque una parte mi arriva e non so se sono pronta a non riceverla più del tutto. Ho ancora bisogno di tempo per ragionare, ma ormai di tempo non ce ne è più. E voglio chiudere. Vicina alla rottura. Questo è quanto. Addio.