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Visualizzazione dei post da dicembre, 2009

Perché sei morta per lui e rinata per te.

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Prendere strade diverse nella vita a volte, di primo impatto, fa male. Un male che non avresti mai desiderato, che ti perfora lo stomaco. Lasciare quella mano che sembrava averti sorretto fino a un secondo prima, distogliere lo sguardo da quegli occhi che ti facevano sentire protetta, sentire allontanarsi la sua voce e perdersi in quel silenzio che non ha più nessun protagonista… L’attimo di smarrimento è immenso, avvinghiata nel vuoto di un dubbio palesato dalla solitudine che ti circonda in modo violento. Domande su domande… lacrime su lacrime per carpire dal vento il segreto della non sofferenza nel ritrovarsi cosi lontani. Così immensamenti lontani sotto lo stesso cielo. E quando finisci di ferirti fino infondo, quando ti stanchi di rimanere accovacciata per terra a contorcerti, quando smetti di non captare il calore del sole e di non capire che diventa buio e brilla in cielo quella luna così bella… quando tiri su il viso bianco, rigato dal pianto, con gli occhi tumefatti dal ...

La donna? Meravigliosa!

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Quando Dio creò la donna era già al suo sesto giorno di lavoro facendo pure gli straordinari. Apparve un angelo e gli chiese:”Come mai ci metti tanto con questa?” E il Signore rispose: “Hai visto il mio Progetto per lei?” Deve essere completamente lavabile, però non deve essere di plastica, avere più di 200 parti muovibili ed essere capace di funzionare con una dieta di qualsiasi cosa avanzi, avere un grembo che possa accogliere quattro bimbi contemporaneamente, avere un bacio che possa curare da un ginocchio sbucciato ad un cuore spezzato e lo farà tutto con solamente due mani.” L’angelo si meravigliò dei requisiti. “Solamente due mani….Impossibile! E questo è solamente il modello base? E’ troppo lavoro per un giorno….Aspetta fino a domani per terminarla.” “No lo farò!” protestò il signore. “Sono tanto vicino a terminare questa creazione che ci sto mettendo tutto il mio cuore… Ella si cura da sola quando è ammalata e può lavorare 18 ore al giorno.” L’angelo si avvicinò di ...

Il Fallito

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Stasera ci si domandava: chi è un fallito? Ecco cosa ne esce cercando qui e là: Il Fallito è colui che cerca di tenersi tutto dentro, cercando di reprimere qualsiasi sensazione o pensiero, per non sentirsi tale, non davanti a se stesso nè tantomeno dinanzi agli altri; è colui che benchè qualsiasi cosa gli altri possano dire non riescono a ferirlo poichè pensa 'io non l'ho fatto' o ' io non lo avrei fatto', non lo dà mai a vedere, nemmeno a tu per tu con se stesso. Il Fallito è colui che piange le sue amare lacrime ogni notte, fra rimpianti e rimorsi, dannandosi l'anima per ciò che avrebbe voluto o avrebbe dovuto fare di sè e della sua vita. Il Fallito è colui che in questo momento non ha in mano nulla di concreto, se non i suoi dubbi e i suoi sogni. Il Fallito è colui che non vuole il confronto, è colui che non pensa al futuro come creazione di qualcosa, è colui che scappa e dice di decidere di andarsene; il Fallito è colui che attacca senza dare motivazio...

Il "viandante" nella sua connotazione auratica.

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Egli è un avventuriero dello spirito, un essere che va alla ricerca di sé stesso, o meglio dell'indefinibile, di ciò di cui una lontana eco del proprio animo rende certi dell'esistenza, ma che sfugge ad ogni più rigorosa disamina razionale. Quasi sempre a piedi, quasi mai a cavallo, il fine e non il mezzo; di chi giace per una notte sotto un riparo di fortuna, ben sapendo che ciò non è, nè è desiderato, per sempre; che il giorno successivo il cammino dovrà riprendere, lungo prati verdi, colli boscosi, radi villaggi annunciati da campanili appuntiti, sotto cieli sempre mossi, sempre spazzati dal vento, talvolta plumbei ed ostili; talvolta in compagnia, ma più spesso da soli. L'uomo in cammino con bastone e mantello che cerca sé stesso, esiste e vive dunque immerso, congiunto alla natura, ma non necessariamente si tratta di una natura ostile; al contrario, essa può anche essere il campo in cui si esprimono e si realizzano i disegni del Divino.. Su tutte le vette è sil...

Consigliando

Consiglia di imparare ad essere meno stronzo. Già sarebbe una grande cosa. E tutto molto molto più facile.

E tu, chi sei?

Ora in realtà, io non so nemmeno chi tu sia. Estraneo agli occhi, estraneo al cuore, estraneo a quei ricordi di qualcuno forse mai conosciuto -poco- neanche prima..... il dolore? cos'è il dolore quando ci convivi? Ormai un vestito immaginario o una cicatrice indelebile da ammorbidire ogni tanto.... e mentre ancora talv olta rischio di cercarti, sorrido di nuovo pensando che quella goccia di rugiada sia, ora, una lacrima di gioia... :)

Vuoi conoscermi un po’ di più? Allora ascoltami: partiamo dalla sua morte

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Non ho mai pensato di essere forte. E forse questo è stato uno degli sbagli principali. Non ho mai pensato di essere speciale, e questo è stato uno dei secondi sbagli più grandi. Mi dicono di vivere, di sorridere. Non sanno che in realtà, forse, so anche farlo più di loro. Lorenzo avrebbe 6 anni l’8 dicembre. Lorenzo era mio figlio. Lorenzo è stato il sogno di ogni donna quando sente che è ora di essere madre, di completarsi con quella parte mancante. Cercato e voluto per tre lunghi anni. Lorenzo è morto il 1 gennaio. A capodanno, si. Quando si tirano su ancora i cocci e i rimasugli dei botti, quando tutti festeggiano il 2004 che arriva e tu sei in uno stanzone gelido di un ospedale. Ventiquattro giorni di terapia intensiva neonatale. Il Natale del 2003 è stato Natale anche per me. Volete sapere il motivo? Perché l’ho preso in braccio per la prima e l’unica volta. Pieno di tubi. Immobile per non rischiare di strappagliene neanche uno, perché avrei potuto staccargli l’ossigeno… qu...