Odio la vita di paese, quella che ci si trova tutti i santi giorni al parco sulle panchine e si commentano i fatti di tutte le anime. Per la serie si annunciano giá prima sia i matrimoni che i funerali. Eppure ci sono persone della mia etá, se non piú giovani, che lo fanno ogni santissimo giorno. Non so, ma io amo lavorare, alla brutta preferisco avere un amplesso con il divano, ma il parco cittadino proprio no. Eppure oggi, come in questi ultimi giorni, mi tocca farlo. Uscire presto dall'ufficio, prendere il cane, "pisciarlo", raccogliere il terremoto fuori da scuola con annessi pantaloni marci che pure la lavatrice rifiuta di incontrare, castighi e compiti vari, riportare su il cane (al parco non possono entrare), fargli fare merenda (al bambino non al cane), accessoriarsi di bicicletta, casco, pallone e se Dio vuole, scendere in quel del parco. Un nugolo di creature urlanti (compreso il mio) che improvvisano partite di Champions League (si scrive cosí?...