"Non è un orgoglio l’essere gay, ma una sindrome che va pazientemente curata, decisamente combattuta, possibilmente guarita".



"Non è un orgoglio l’essere gay, ma una sindrome che va pazientemente curata, decisamente combattuta, possibilmente guarita e il malato va accolto con amore e stima. L’omosessualità è una malattia, qualche volta un raro handicap ereditato con la nascita".

Non stiamo parlando di secoli fa, bensì dell'Anno 2017, nello specifico a Torino.

E questo è un pezzo estratto da un libro (per fortuna ormai fuori catalogo), che si intitola "Ti amo. La sessualità raccontata agli adolescenti" edito da Effatà. E fin qui, pare nulla di male.

Se non che al suo interno contiene una serie di affermazioni omofobe impressionanti. Il suddetto libro è stato consegnato a cento adolescenti che partecipano ai campi estivi; ma non finisce qui. E' stato scritto da un prete, don Paolo Gariglio, anziano, storico, ex parroco di Nichelino, esperto di dinamiche dell’età evolutiva, con prefazione del cardinale ed arcivescovo emerito di Torino, Severino Poletto.

Un club di dementi. Vestiti con la tonaca.

L’omosessualità a più riprese, è spiegata come una malattia e un’anomalia sessuale. Come qualcosa di sporco e sbagliato.



Il Torino Pride si è subito reso contrario, chiedendo che la città prendesse provvedimenti.

Tra i primi a prendere posizione il sindaco, Giampiero Tolardo: "Nichelino da anni, e con diverse amministrazioni, partecipa, con gonfalone e fascia tricolore, alle manifestazioni del Pride di Torino. Inoltre il consiglio comunale nichelinese ha approvato, ben prima della legge sulle unioni civili, ordini del giorno a sostegno dei matrimoni e delle unioni egualitari. Crediamo che i concetti espressi nel libro dal titolo “Ti amo. La sessualità raccontata agli adolescenti” siano totalmente distanti dalla cultura promossa dalle amministrazioni della nostra città negli ultimi dieci anni. Inoltre è fuori luogo e inopportuna, la promozione di un testo arcaico alla luce delle nuove posizioni sul tema espresse dalla Chiesa cattolica, attraverso l’opera di Papa Francesco".

Ma d'altronde c'è anche chi difende la questione. Tipo Denise Barcellona, coordinatrice di Fratelli d’Italia: "Noto, con molto piacere, che non sono allora proprio tutti impazziti nella mia città. Quasi quasi domenica torno a messa. Don Paolo ha semplicemente detto la verità. Essendoci libertà di espressione e stampa, ognuno è libero di esprimere la propria posizione, qualsiasi essa sia, anche se non condivisa dai soliti noti. Sempre e solo a difesa della famiglia tradizionale". 

Ma c'è anche il Popolo della Famiglia-Piemonte esprime la propria solidarietà e vicinanza a don Paolo Gariglio. "È in atto un attacco inaccettabile non solo alla persona di un sacerdote storico che ha fatto tantissimo per i giovani e le famiglie piemontesi ma anche ad un cardinale (S. Em. Severino Poletto) che ha curato la prefazione del libro accusato di omofobia da parte del Comitato Pride di Torino. L’attacco in realtà è indirizzato alla Chiesa Cattolica, che nel Catechismo insegna che l’omosessualità è un’inclinazione oggettivamente disordinata la cui genesi psichica rimane in gran parte inspiegabile (CCC, 2357). Nel campo della spiritualità il termine “malattia” non ha a che fare con la scienza ma con lo spirito. Ribadiamo ancora la nostra più convinta solidarietà e rifiutiamo fermamente le accuse di omofobia rivolte a questo grande sacerdote torinese. Popolo della Famiglia-Piemonte".

E sotto un commento per tutti: 






Perché mi sono "divertita" a inserire quasi tutti i commenti a favore? Molto semplice. Perché gente così non merita di essere a contatto con altri esseri umani, tanto meno dei ragazzini.

Io che della bandiera a colori ne ho fatto una questione di vita, rispetto, amicizia, umanità, non tollero assolutamente nulla di tutto ciò. Ogni volta che si parla di un prete pedofilo io metterei in atto la sedia elettrica senza né ma né se, a meno che non sia rivolto lo stesso "servizietto" senza tempistiche.

Ma non solo per il prete che seppur anziano che sia non può essere così pirla, ma per gente come il signore sopra che scrive: "mai sentito di atti sessuali o omosessuali da parte di don paolo! e se lo avesse mai fatto lo a fatto con discrezione e questo gli fa onore!"

Gli fa onore? La rabbia sale come la carogna.

Gente di merda. Gente che fa di questo mondo quella fascia terribile da cui scappare. E da cui spero mio figlio starà ben lontano.

Lui sa. Samuele sa che l'amore è amore. E che il rispetto di tutti viene prima di qualsiasi altra cosa.

L'ignoranza non è più accettabile. Gli stronzi ancora di meno.

Caro Don Paolo, mi auguro vivamente che anche tu esca presto di catalogo, per sempre.




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